Il consulente dei farmacisti e i nostri errori

Quali sono i più grossi errori delle farmacie e dei farmacisti come professionisti? Come si puo’ migliorare il rapporto, talvolta conflittuale, fra titolare e dipendenti? E infine, che cosa devono fare i farmacisti disoccupati o che vogliono cambiare farmacia, per farsi scegliere? Lo chiediamo in questa intervista a Damiano Marinelli, consulente indipendente per farmacie private che mette al centro del suo lavoro l’importanza- troppo spesso sottovalutata- dei farmacisti collaboratori.

La più grande risorsa di una farmacia sono i collaboratori, e la farmacia che vince è quella che sa valorizzarli al meglio.

Non ho mai incontrato di persona Damiano Marinelli, nome probabilmente conosciuto da quanti abitualmente frequentano i social network nei gruppi di farmacisti. Tuttavia, mi ha sempre incuriosito l’approccio che lo stesso ha- da non farmacista- nei confronti della nostra professione. E sicuramente, fra i diversi consulenti o venditori di prodotti e servizi che si incontrano nella realtà quotidiana della farmacia oppure in rete, è uno dei pochi a sostenere un concetto lampante quanto, troppo spesso, dimenticato: la più grande risorsa di una farmacia sono i suoi collaboratori, e la farmacia che vince è quella che sa valorizzarli al meglio. Incuriosito dalle sue riflessioni, che lo stesso espone quotidianamente nel gruppo Facebook “Farmamico”, l’ho dapprima contattato per chiedergli un parere sui premi produzione in farmacia e, in seguito, ho con lui realizzato via Skype questa intervista, che ho il piacere di riportare su Farmacisti Al Lavoro.

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Il farmaco senza il farmacista: l’89% dei colleghi dice di no.

Federfarma, nella sua battaglia contro le parafarmacie, propone di abolire l’obbligatorietà del farmacista per la vendita dell’OTC. Che cosa ne pensano i farmacisti italiani?

La battaglia tra farmacie e parafarmacie rischia di mietere una vittima illustre: il farmacista, che si ritroverebbe privato dell’esclusività del farmaco. La presidente di Federfarma, Annarosa Racca, ha dichiarato testualmente che è allo studio ” la possibilità di poter vendere specifici farmaci da banco di uso comune, anche al di fuori delle farmacie, senza la presenza obbligatoria di un farmacista”. Ma che cosa ne pensano i farmacisti italiani?

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Il vero costo di un collaboratore

Quanto costa alla farmacia un collaboratore? E quanto costerebbe concedere un aumento di 100 € lordi al mese? Farmacisti Al Lavoro ha fatto i conti, facendo un’interessante scoperta.

<Un dipendente guadagnerà anche sette euro l’ora, ma a noi costa il doppio>, dicono i titolari.

I farmacisti titolari più bravi sanno che la più preziosa risorsa di una farmacia sono i suoi collaboratori. Tuttavia, nonostante le lodi che i collaboratori ricevono in molti contesti dai rappresentanti dei titolari, permane il problema del basso stipendio a fronte di un contratto scaduto ormai da anni. Per cercare di capire come mai i titolari stiano temporeggiando pur di non concedere nemmeno un piccolo aumento, Farmacisti Al Lavoro ha voluto realizzare un approfondimento che vuole rispondere a questa semplice domanda: quanto costa un farmacista collaboratore ad una farmacia? Aumentare lo stipendio dei loro collaboratori di 100 € lordi al mese costituirebbe davvero un aggravio di cassa così insostenibile per i titolari? In effetti, almeno nelle discussioni che sovente si osservano sui social, sembrerebbe di si, e la causa è indicata nell’elevato costo del lavoro. <Un dipendente guadagnerà anche sette euro l’ora, ma a noi costa il doppio>, dicono i titolari. Scopriamo se è vero.

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