Le penicilline, antibiotici appartenenti alla classe dei betalattamici, continuano a rappresentare una risorsa terapeutica fondamentale nella pratica clinica. È il tema dell’uscita n. 5 del mini dossier “Cosisifa”. Secondo il rapporto Aifa Osmed 2023, le associazioni di penicilline con inibitori delle betalattamasi costituiscono la categoria più prescritta in Italia, pari a un incremento del 6,3% rispetto al 2022. L’impiego è particolarmente rilevante nelle fasce pediatrica e geriatrica, sebbene si osservino differenze geografiche nelle modalità di prescrizione. A livello ospedaliero, le molecole incidono su un terzo del consumo complessivo di antibiotici, precedendo cefalosporine di terza generazione e fluorochinoloni.
Meccanismi di resistenza e impatto clinico
L’efficacia delle penicilline è minacciata dal fenomeno dell’antibiotico-resistenza, in costante crescita a causa dell’uso inappropriato e dell’abuso di questi farmaci. I batteri sviluppano resistenza attraverso tre principali meccanismi: produzione di betalattamasi, alterazioni delle proteine leganti la penicillina (Pbp) e riduzione della permeabilità della membrana cellulare. La diffusione di ceppi multiresistenti complica il trattamento delle infezioni, aumentando morbilità e mortalità. Come evidenziato da Paolo Faccendini, Carla Fontana, Marina Selleri, Silvia D’Arezzom e Cecilia Schininà dell’Inmi Lazzaro Spallanzani, la resistenza alle penicilline richiede un approccio diagnostico più accurato e un utilizzo mirato degli antibiotici.
Politiche sanitarie e approcci terapeutici
Per contrastare l’antibiotico-resistenza, dunque, l’Organizzazione mondiale della sanità promuove strategie globali di antimicrobial stewardship, volte a ottimizzare prescrizioni e durata delle terapie. In Italia, il Piano nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza (Pncar) del ministero della Salute integra interventi in ambito umano, veterinario e ambientale. È essenziale basare le scelte terapeutiche su dati microbiologici locali e ridurre l’uso empirico. Come sottolineato nel minidossier, solo un approccio multidisciplinare può preservare l’efficacia delle penicilline e degli altri antibiotici betalattamici.
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