Ecm farmacisti, è partito il corso pluritematico dell’Ordine di Roma

Il 23 gennaio 2023 è stato inaugurato il corso di aggiornamento pluritematico a cura dall’Ordine dei farmacisti di Roma.

Lo scorso 23 gennaio si è aperta la diciassettesima edizione del Corso di aggiornamento pluritematico, organizzato dall’Ordine dei farmacisti della provincia di Roma. A farlo sapere è stato lo stesso Ordine, in un articolo apparso su FarmaciaVirtuale.it. Le lezioni si svolgeranno di lunedì, a partire dalle 20.00, nell’aula magna del Rettorato dell’Università Sapienza. La partecipazione permette di acquisire 21 crediti Ecm. In occasione dell’incontro inaugurale del 23 gennaio si è svolta una tavola rotonda sul tema “Formazione, lavoro, previdenza e welfare integrativo dopo l’emergenza sanitaria”. Sono intervenuti Emilio Croce, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Roma, Carlo della Rocca, preside della facoltà di Farmacia e Medicina Università Roma Sapienza, Romano Silvestri, direttore della Scuola di specializzazione in Farmacia ospedaliera Università Roma Sapienza, Maurizio Pace, presidente della Fondazione Farma Academy e segretario Fofi, Marco Lazzaro, direttore generale dell’Enpaf e Massimo Scaccabarozzi, direttore On Radar. ha concluso l’On. Marcello Gemmato, sottosegretario al ministero della Salute.

Gli incontri previsti per la formazione.

Lunedì 30 gennaio si terrà una lezione intitolata “Il farmacista di fronte al paziente oncologico: problematiche emergenti e farmaci innovativi”, tenuta da Paola Gazzaniga, professore ordinario di Oncologia molecolare e Patologia generale presso la facoltà di Farmacia Università Roma Sapienza e Antonello Mai, professore ordinario di Chimica farmaceutica e Tossicologia Università Roma Sapienza. Il 13 febbraio sarà la volta della sessione su “I malanni respiratori stagionali: come orientarsi nella risposta appropriata al paziente”, condotta da Giovanni Carriere, otorinolaringoiatra e Matteo Siciliano, pneumologo ricercatore all’Università Cattolica Sacro Cuore Roma. Il 27 febbraio saranno invece affrontati due temi. Il primo, focalizzato su “L’uso appropriato degli antibiotici”, sarà tenuto da Nicola Petrosillo, responsabile del Servizio controllo infezioni e consulenze infettivologiche del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico Roma, mentre il secondo tema, “Infezioni nosocomiali da batteri Mdr: una pandemia oscurata dal Covid”, sarà trattato da Massimo Ciccozzi, direttore dell’unità di epidemiologia molecolare Policlinico Universitario Campus Bio-Medico Roma.

Il calendario di marzo.

Le lezioni proseguiranno il 6 marzo con una lezione di Carmelo D’Arrigo, direttore Uoc Ortopedia Asl Roma4, su “Elementi di traumatologia minore”, seguito da “Insufficienza venosa cronica e malattie emorroidali” a cura di Angelo Santoliquido, professore di Patologia speciale medica e Semeiotica presso l’Università Sacro Cuore Roma. Il 20 marzo saranno infine affrontati l'”Evoluzione delle competenze del farmacista e percorsi formativi” con una lezione di Luigi D’Ambrosio Lettieri, presidente della Fondazione Cannavò e vicepresidente della Fofi e “Accertamenti diagnosi e trasmissione a distanza” con un intervento di Giuseppe Germanò, responsabile del Dip. Scienze cardiovascolari, geriatriche della facoltà di Medicina Università Sapienza Roma e Irene Tagliente, ingegnere sanitario Asl RM 6.

Assicurazione e obbligo Ecm, gli aggiornamenti della Fofi sulla nuova norma

La Fofi fornisce alcune precisazioni sulla norma che sospende la polizza di responsabilità professionale con meno del 70% dell’obbligo Ecm assolto.

La Federazione ordini farmacisti italiani (Fofi) ha ritenuto opportuno fare alcune precisazioni in merito alle nuove disposizioni che prevedono il subordinamento della polizza assicurativa professionale all’assolvimento minimo del 70% dell’obbligo Ecm. In sostanza, nel prossimo futuro, la copertura assicurativa relativa alla responsabilità professionale verrà meno per coloro che non raggiungeranno il 70% dei crediti obbligatori previsti in materia di formazione continua. A stabilirlo è l’art. 38-bis del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, secondo cui, «a decorrere dal triennio formativo 2023-2025, l’efficacia delle polizze assicurative di cui all’articolo 10 della legge 8 marzo 2017, n. 24 è condizionata all’assolvimento in misura non inferiore al 70 per cento dell’obbligo formativo individuale dell’ultimo triennio utile in materia di formazione continua in medicina». Restano però ancora dubbi sull’effettiva decorrenza di tale obbligo, per cui la Fofi ha interpellato il Ministero.

Ancora da chiarire la decorrenza.

In una circolare la Fofi specifica che «al fine di fornire adeguate indicazioni agli iscritti, la Federazione degli Ordini ha ritenuto opportuno acquisire l’avviso del ministero della Salute sulla corretta interpretazione della predetta disposizione, con specifico riferimento alla decorrenza della prima applicazione. Il Dicastero, in riscontro al quesito posto, ha precisato che la condizione di efficacia delle polizze assicurative per responsabilità professionale avrebbe trovato applicazione soltanto a decorrere dall’anno 2026 essendo riferita, per espressa previsione normativa, al triennio formativo 2023-2025». Tuttavia la Federazione riferisce che «il D.l.198/2022 ha modificato l’art. 5-bis del D.l. 34/2020 convertito in L. 77/2020, sostituendo le parole “triennio 2020-2022” con le parole “quadriennio 2020-2023”, prorogando conseguentemente di un anno – quindi, fino al 31 dicembre 2023 – il periodo entro il quale i farmacisti hanno tempo per acquisire i crediti formativi necessari a completare l’obbligo formativo Ecm».

Probabile slittamento prima applicazione.

Data la discrepanza tra le disposizioni, la Fofi comunica che sarà sua cura «fornire chiarimenti circa il coordinamento della suddetta norma di rango primario con le altre disposizioni in materia di Ecm, anche con riferimento al probabile slittamento della prima applicazione del citato art. 38-bis del D.l. 152/2021, a seguito dei necessari approfondimenti con il ministero della Salute e alla luce di quanto sarà stabilito nella prima riunione di insediamento della Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc)».

Laurea abilitante in farmacia, in vigore dai decreti rettorali

La laurea abilitante entrerà a tutti gli effetti in vigore dalla data di adozione dei decreti rettorali. Lo ha fatto sapere la Fofi.

La Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) ha specificato in una circolare che «la disciplina del carattere abilitante dell’esame finale di laurea in Farmacia avrà decorrenza dall’anno accademico successivo a quello in corso alla data di adozione dei decreti rettorali cui è demandato l’adeguamento dei regolamenti didattici di atenei». La Fofi ha evidenziato inoltre che «tenuto conto che tali decreti rettorali al momento non risultano ancora emanati dalle singole Università e che, presumibilmente, potrebbero essere adottati nel corso del 2023, la nuova disciplina, con ogni probabilità, non troverà applicazione prima dell’anno accademico 2023/2024».

Laurea abilitante: il decreto in GU.

È utile ricordare che il ministero dell’Università e della Ricerca ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto «Attuazione degli articoli 1 e 3 della legge 8 novembre 2021, n. 163 Laurea magistrale a ciclo unico abilitante alla professione di farmacista Classe LM-13». Nell’atto si legge che «abilitazione all’esercizio della professione di farmacista» si legge che «l’esame finale per il conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia e farmacia industriale classe LM-13 abilita all’esercizio della professione di farmacista. A tal fine il predetto esame finale comprende lo svolgimento di una prova pratica valutativa delle competenze professionali acquisite con il tirocinio interno ai corsi di studio, volta ad accertare il livello di preparazione tecnica del candidato per l’abilitazione all’esercizio della professione».

Abilitazione farmacista, in GU il decreto con le nuove modalità

È stato pubblicato il decreto con le nuove modalità relative all’abilitazione alla professione di farmacista.

Il 28 dicembre 2022 è stato pubblicato il Decreto n. 651/2022 recante «Attuazione degli articoli 1 e 3 della legge 8 novembre 2021, n. 163 Laurea magistrale a ciclo unico abilitante alla professione di farmacista Classe LM-13», a cura del dell’Università e della Ricerca. Nell’articolo 1 recante «abilitazione all’esercizio della professione di farmacista» si legge che «l’esame finale per il conseguimento della laurea magistrale a ciclo unico in Farmacia e farmacia industriale classe LM-13 abilita all’esercizio della professione di farmacista. A tal fine il predetto esame finale comprende lo svolgimento di una prova pratica valutativa delle competenze professionali acquisite con il tirocinio interno ai corsi di studio, volta ad accertare il livello di preparazione tecnica del candidato per l’abilitazione all’esercizio della professione».

Tirocinio pratico-valutativo.

Nell’articolo 2 si legge che «un percorso formativo a carattere professionalizzante finalizzato all’acquisizione delle competenze necessarie per lo svolgimento delle attività del farmacista nell’ambito del Servizio sanitario nazionale». A cui si aggiunge «un periodo di sei mesi, anche non continuativi, di tirocinio professionale da svolgersi presso una farmacia aperta al pubblico e/o una farmacia ospedaliera o presso i servizi farmaceutici territoriali posti sotto la sorveglianza del servizio farmaceutico. L’attività di tirocinio è svolta per non più di 40 ore a settimana, per un totale di 900 ore, di cui almeno 450 da svolgersi presso una farmacia aperta al pubblico, e corrisponde a 30 crediti formativi universitari (di seguito, CFU)». Sempre con riferimento al Tirocinio pratico-valutativo, esso «costituisce parte integrante della formazione universitaria e, in coerenza con le finalità del tirocinio stesso, si svolge attraverso la partecipazione assistita e verificata dello studente alle attività della struttura ospitante».

Prova pratica valutativa.

L’articolo 3 del Decreto introduce la «Prova pratica valutativa». Nel dettaglio «l’esame finale per il conseguimento della laurea magistrale di cui all’art. 1 comprende lo svolgimento di una prova pratica valutativa che precede la discussione della tesi di laurea». La prova pratica «ha lo scopo di verificare le competenze professionali acquisite con il tirocinio interno ai corsi di studio e di accertare il livello di preparazione tecnica del candidato per l’abilitazione all’esercizio della professione e verte sugli ambiti previsti dall’art. 2, comma 3». Inoltre gli studenti che conseguono il giudizio di idoneità alla PPV accedono alla discussione della tesi di laurea. «In sede di discussione della tesi partecipano non più di due membri designati dall’Ordine professionale e in esito alla discussione è conferito il titolo abilitante all’esercizio della professione di farmacista, fermo restando il rispetto dei principi di cui agli articoli 42 e 43 del regio decreto 4 giugno 1938, n. 1269». Nel Decreto vengono annoverate anche le modalità operative di svolgimento del tirocinio, da seguire a cura del tirocinante. Si rimanda all’atto integrale nella sezione “Documenti allegati”.

Via libera dell’Inps al doppio riscatto della laurea per i liberi professionisti

L’Enpaf ha reso noto che l’Inps ha chiarito che è consentito il doppio riscatto della laurea per i liberi professionisti.

L’Ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti (Enpaf) ha fatto sapere noto «l’Inps ha chiarito che i liberi professionisti iscritti agli enti di previdenza di categoria possono riscattare due volte il corso di studi universitari ai fini pensionistici». In particolare, ha ricordato che il divieto relativo al D.lgs. n. 184 del1997 «stabilisce che per poter procedere al riscatto presso l’Inps, i periodi del corso di studi non devono risultare già coperti da contribuzione obbligatoria, figurativa, volontaria o da riscatto». L’Enpaf ha inoltre specificato in proposito che «tale divieto – come ha precisato l’Inps con il recente messaggio – deve intendersi applicato alle sole gestioni Inps e non anche agli Enti di previdenza. Pertanto, coloro che abbiano effettuato il riscatto del corso di studi universitari presso l’Enpaf, possono essere ammessi al riscatto dello stesso periodo di studi nei regimi previdenziali gestititi dall’Inps».

Periodo degli studi e riconoscimento.

Secondo l’Enpaf «il chiarimento appare di evidente utilità per coloro che intendano ottenere il riconoscimento del periodo del corso di studi, in termini di anzianità contributiva utilizzabile ai fini pensionistici presso l’Inps o tramite gli istituti del cumulo o della totalizzazione». Alla luce del regolamento di previdenza Enpaf «il riscatto degli anni del corso di studi universitari non è utile ai fini dell’anzianità contributiva necessaria per maturare il diritto a pensione, ma produce solo dei supplementi economici che incidono sull’ammontare del trattamento previdenziale. Fino a oggi le sedi Inps spesso respingevano le domande di riscatto di laurea presentate da iscritti che avevano già attivato le stesse procedure presso l’Enpaf, con il messaggio n. 4419/2022 l’Istituto ha chiarito l’assenza di incompatibilità».