Dieta Lemme: quando la moda puo’ essere pericolosa.

Una dieta senza nulla di geniale, la cui fama sembra dovuta più al personaggio che al background scientifico. Alcuni elementi positivi, ma anche dei seri rischi per la salute. In questo intervento esclusivo la dottoressa Valentina Suerz, farmacista e biologa nutrizionista, ci racconta il metodo Lemme.

La dottoressa Valentina Suerz, farmacista e biologa nutrizionista, ci racconta la dieta Lemme dal punto di vista scientifico.

Recentemente, su Farmacisti Al Lavoro ci siamo occupati spesso dell’argomento “farmacista nutrizionista”. Abbiamo chiesto ai colleghi se si sentano abbastanza competenti per fare i nutrizionisti, abbiamo confrontato il percorso formativo dei farmacisti con quello dei biologi e abbiamo pure intervistato una collega che esercita entrambe le professioni. Chi invece, fra i nostri colleghi, sembra non essersi fatto particolari scrupoli a presentarsi come nutrizionista è il dottor Alberico Lemme. Aldilà delle considerazioni etiche sul fatto che questo collega svolga un’attività che ai farmacisti non è ancora pienamente consentita dalla legge, da un po’ di tempo molti di noi si chiedono: la sua dieta funziona? Oppure è pericolosa per la salute? Non essendo competenti in materia abbiamo intervistato un’esperta, la dottoressa Valentina Suerz, che esercita sia come farmacista che come biologa nutrizionista in libera professione, e inoltre cura tematiche nutrizionali con grande attenzione e rigore scientifico sul suo blog, Alimentazione su Misura. Ecco dunque che cosa ci ha raccontato Valentina, con le sue esatte parole.

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Le cose da sapere sul farmacista in Germania

La Germania è una meta molto ambita dagli italiani, ma com’è per i farmacisti? Ce lo racconta in questa intervista Giovanni, farmacista italiano in Germania, mettendoci in guardia: qua si vive e si guadagna bene, ma bisogna sapersi adattare ed essere disposti a fare sacrifici.

Giovanni ha raccontato la sua esperienza di farmacista italiano in Germania nel suo blog. Oggi risponde alle domande di Farmacisti Al Lavoro.

Recentemente, su Farmacisti Al Lavoro ci siamo occupati delle prospettive occupazionali dei farmacisti in Inghilterra e abbiamo commentato le principali differenze tra il sistema inglese e quello italiano, avanzando anche qualche proposta per cercare di cogliere quanto di meglio il mondo anglosassone ha da offrire alla farmacia italiana. Un’altra meta ambita dai farmacisti italiani è la Germania, sulla quale però sappiamo molto meno. Come si fa a diventare farmacisti in Germania? E quanto questa scelta puo’ risultare vincente? A tal proposito abbiamo intervistato il dottor Giovanni Scancariello, che per primo ha raccontato la vita del farmacista in Germania nel suo blog.

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Le cose da sapere sul farmacista in Inghilterra

Che i farmacisti inglesi siano ben pagati è un fatto noto, ma che cosa significa dal punto di vista professionale esercitare come farmacista in Inghilterra? Ve lo raccontiamo in questa lunga intervista con Michele, un collega italiano che oltremanica ha scoperto un diverso modo di essere farmacisti.

Il Regno Unito è da sempre una delle mete più ambite dai farmacisti italiani che scelgono di emigrare.

Il Regno Unito è da sempre una delle mete più ambite dagli emigranti italiani, vuoi per le ampie possibilità di occupazione vuoi per le maggiori retribuzioni. In un approfondimento che analizzava, dal punto di vista economico, la situazione dei farmacisti europei, noi di Farmacisti Al Lavoro abbiamo confermato questo dato anche per i nostri colleghi: i farmacisti inglesi se la passano piuttosto bene, sia in termini assoluti che in rapporto al costo della vita d’Oltremanica. Un aspetto che invece è stato affrontato poco, almeno fino ad ora, è quello organizzativo e gestionale: qual è il ruolo del farmacista nella farmacia inglese? E qual è la sua posizione nella società? Per rispondere a queste domande abbiamo intervistato Michele, un farmacista che dopo aver lavorato per oltre dieci anni in Italia si è trasferito nel Nord Est dell’Inghilterra. In questa prima parte Michele ci racconterà gli aspetti pratici del lavoro in una farmacia inglese, mentre nella seconda parte proporremo un confronto tra i due modelli, quello italiano e quello inglese, per capire cosa possiamo prendere per migliorare l’attuale situazione economica, sociale e occupazionale che grava sui farmacisti italiani.

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Diventare farmacista clinico

Chi è, che cosa fa e come si diventa farmacista clinico? Farmacisti Al Lavoro risponde a tutte queste domande con l’aiuto della professoressa Paola Minghetti, direttrice del Master in Clinical Pharmacy dell’Università di Milano.

Il farmacista clinico puo’ rappresentare l’anello di congiunzione tra le competenze dei farmacisti e quelle dei medici.

Nell’ambito della revisione del piano di studi del corso di laurea in Farmacia, e dell’attuale contesto storico ed economico della distribuzione del farmaco sul territorio, emerge sicuramente la necessità di aumentare le competenze mediche dei farmacisti, anche a discapito di quelle chimiche. Questo concetto è stato ribadito, in una recente dichiarazione, dalla dottoressa Silvera Ballerini, presidente di Conasfa. In effetti, molti colleghi si saranno accorti come nel dialogo con la classe medica venga spesso a mancare un punto di contatto tra le competenze dei medici, prettamente cliniche, e quelle dei farmacisti, più orientate su aspetti di farmacologia e chimica farmaceutica, oltre che di legislazione. In questo senso potrebbe sicuramente fungere da anello di congiunzione il farmacista clinico, una figura già esistente ma ancora poco conosciuta in Italia. In questo approfondimento, vi spieghiamo chi è, cosa fa e come si diventa farmacista clinico, e per farlo ci faremo aiutare dalla professoressa Paola Minghetti, direttrice del Master in Clinical Pharmacy di Milano.

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Numero chiuso a farmacia: le ragioni dei critici.

Non tutti i farmacisti appoggiano la proposta della FOFI di introdurre il numero chiuso nazionale a Farmacia. In questa intervista diamo voce ai farmacisti non titolari e ai farmacisti titolari di parafarmacia, per mezzo dei loro rappresentanti.

In un editoriale della scorsa settimana abbiamo spiegato per quale ragione noi di Farmacisti Al Lavoro siamo assolutamenfe favorevoli all’introduzione del numero chiuso nazionale nelle facoltà di farmacia, proposta peraltro ripresa dal DDL Mandelli-D’Ambrosio Lettieri appena presentato in parlamento assieme ad altre proposte utili per il rinnovo della professione. In questo articolo abbiamo però voluto dare spazio anche ad alcune voci critiche: che cosa ne pensano in proposito il presidente del sindacato dei farmacisti non titolari (che abbiamo recentemente intervistato in merito al rinnovo del contratto dei collaboratori) e il vicepresidente della FNPI, la federazione delle parafarmacie italiane?

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