Farmacia privata e farmacia comunale: dove si guadagna di più?

Dove conviene lavorare, in una farmacia privata oppure in una farmacia comunale? In questo approfondimento Farmacisti Al Lavoro confronta i due CCNL da un punto di vista retributivo.

Avete appena vinto il concorso per lavorare in farmacia comunale e ricevete l’offerta da una farmacia privata. Quale lavoro vi conviene accettare?

Immaginiamo la seguente situazione: siete appena risultati vincitori di un concorso per il posto di farmacista collaboratore a tempo pieno e indeterminato nella farmacia comunale sotto casa vostra quando ricevete la chiamata del titolare della farmacia privata del vostro paese che vi fa un’offerta a parità di condizioni: assunzione a tempo pieno e indeterminato con contratto sindacale. Quale opzione vi conviene accettare? Certamente in questo momento storico è già difficile ricevere una proposta, figuriamoci due. Tuttavia, ritengo che sia importante offrire ai lettori di Farmacisti Al Lavoro un confronto di natura retributiva tra il CCNL farmacie private e quello di Assofarm, anche perché nella carriera di un collaboratore può sempre succedere di ricevere una proposta di lavoro, o semplicemente di sentire il bisogno di cambiare. In questo approfondimento risponderemo ad una semplice domanda: chi guadagna di più, i farmacisti impiegati nelle farmacie private, che sono il 48% dei collaboratori italiani, o quelli che lavorano nelle farmacie comunali, che sono solo il 6%?

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La seconda attività non professionale del farmacista

Ci scrive un collega impiegato part-time in una farmacia comunale, che intende svolgere una seconda attività non professionale. In questo caso meglio una collaborazione occasionale o l’apertura di partita IVA? Avrà problemi con l’ENPAF? Farmacisti Al Lavoro risponde.

Salve Dottore,
le scrivo per ricevere un chiarimento sulla compatibilità tra il lavoro di farmacista e un’altra attività lavorativa inquadrata con contratto di collaborazione o che preveda partita IVA. Attualmente lavoro come farmacista collaboratore in una farmacia comunale, con contratto a tempo indeterminato part-time, e usufruisco della riduzione contributiva ENPAF pagando il contributo di solidarietà. Ho ricevuto una proposta lavorativa come tutor in un master universitario, inizialmente con un contratto di collaborazione ed eventualmente come consulente con partita IVA. Vorrei sapere se tale attività lavorativa, da un punto di vista formale, sarebbe compatibile con quella di farmacista e se determinerebbe una variazione della mia situazione contributiva, comportando il pagamento di una rata ENPAF più elevata o addirittura della quota contributiva intera.
Dott. Matteo Trexato.
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Il farmacista notturnista

In questo approfondimento, Farmacisti Al Lavoro vi racconta come lavora, come vive e quanto guadagna un farmacista notturnista.

L’indovinello recita più o meno così: chi è quel personaggio pallido, che vive di notte, che ha gli occhi sempre iniettati di sangue e che è pronto ad azzannarti alle giugulari? Se avete pensato al conte Dracula, mi dispiace deludervi: la risposta correttà è “il farmacista notturnista che viene svegliato alle quattro di mattina per un ciuccio”.

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L’indennità di vestiario: in quali regioni viene erogata e a quanto ammonta?

Il CCNL farmacie private non prevede un’indennità di vestiario, ma i farmacisti di alcune regioni ricevono fino a 413 € l’anno a titolo di rimborso per l’acquisto dei camici e il loro lavaggio. Farmacisti Al Lavoro ha indagato per scoprire in quali regioni sia prevista questa indennità e a quanto ammonti.

In alcune regioni italiane i farmacisti ricevono fino a 413 € l’anno a titolo di rimborso per l’acquisto e il lavaggio dei camici.

In pochi accetterebbero il consiglio di un farmacista con il camice sporco e sgualcito. E se a imporne l’uso in farmacia è il codice deontologico, sicuramente il buonsenso di ciascuno di noi suggerisce che il camice debba essere sempre pulito e stirato, e possibilmente non avere buchi e sgualciture. Spetta senza dubbio al singolo farmacista l’onere di presentarsi sempre al lavoro con il camice pulito e stirato, ma a chi vanno addebitate le relative spese? Al singolo professionista o alla farmacia? Alcuni colleghi ricevono un’indennità di vestiario di importo variabile fra 150 e 413 € annui, mentre altri colleghi questa indennità non l’hanno mai ricevuta. Da che cosa dipende? La risposta in questo approfondimento di Farmacisti Al Lavoro.

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Permessi e recuperi dopo il turno festivo: come vanno goduti?

Ci chiede un collega collaboratore: il titolare può obbligare il dipendente a utilizzare le ore di permesso e quelle di recupero dopo il turno festivo una alla volta? Il parere di Farmacisti Al Lavoro dopo aver preso visione del CCNL farmacie private.

Buonasera dottore, le scrivo al seguente proposito. Nella farmacia in cui lavoro siamo di turno una volta al mese. Le ore lavorative domenicali non vengono pagate come straordinario ma vengono recuperate durante la settimana. Tuttavia, per ragioni aziendali, ci viene chiesto di recuperare le ore non in toto, ma entrando un’ora prima o uscendo un’ora dopo, in funzione dell’andamento del lavoro. È legittima questa richiesta? Mi può essere imposta anche se non incontra le mie necessità? Cordialmente, Dott. Delio Razepa

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