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Lavoro in Svizzera, farmacisti tra professionisti più ricercati

In un articolo apparso su “Ticinonline”, la professione del farmacista in Svizzera risulta essere tra le meglio posizionate in termini di occupazione.

Lavoro in Svizzera, farmacisti tra professionisti più ricercati

Farmacisti al Lavoro

Medici, farmacisti, biologi ed informatici: sono queste le figure più ricercate in Svizzera ai fini di inserimento nel mercato del lavoro. Ne dà notizia il quotidiano digitale “Ticinonline”. Secondo la testata locale, che cita i dati dello Swiss Job Index curato dalla società Michael Page, specializzata nel reclutamento di personale, «in ottobre – si legge sul giornale – era in particolare il settore della salute e della scienze della vita a essere alla ricerca di nuovi dipendenti». Nel dettaglio, «il numero di posti di lavoro vacanti – spiega Ticinonline – è aumentato del 6,7% su base mensile e del 17,7% su base annua». Tra questi, proprio quelli riferiti a figure sanitarie, in base a cui «la domanda di medici, farmacisti e biologi nel settore della scienze della salute e delle scienze della vita è stata particolarmente forte in cantoni come Basilea, Ginevra, Zugo e Zurigo». Alle figure sanitarie seguono anche le categorie «”specialisti IT” (+4,8% su base mensile e +26,6% su base annua), “esperti assicurativi” (+4,6% e +9,0%) e “specialisti immobiliari” (+3,0% e +5,5%)».

Situazione del tutto differente da quella del Belpaese: se nelle principali aree metropolitane i farmacisti possono contare su buone posizioni, magari sacrificandosi con dei turni notturni per arrotondare a fine mese, nelle aree rurali la situazione risulta essere diametralmente opposta, con tassi di disoccupazione che spingono molti farmacisti a lasciare la proprie zona di origine in favore di quelle più popolose. Situazione aggravata anche dalla lentezza delle trattative relative al rinnovo del Contratto collettivo nazionale contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) dei dipendenti delle farmacie private, la cui ultima versione siglata dalle rappresentanze è del 2012. Proprio in merito al Ccnl, nell’ottobre 2018, FarmacistialLavoro.it lanciò un sondaggio ai propri lettori per meglio comprendere quali fossero le effettive esigenze sul territorio.

«Serve uno stipendio più congruo rispetto al lavoro svolto», «occorre adeguare il salario ai livelli europei», «siamo pagati meno di una colf e non si tengono per nulla in considerazione le responsabilità che abbiamo» o, ancora, «chiediamo una migliore remunerazione e più tutele», furono alcune delle risposte fornite dai partecipanti al sondaggio. Al tempo, non pochi farmacisti evidenziarono il problema legato agli orari di lavoro: c’è anche chi pensa che il vero nodo sia questo, piuttosto che quello economico. «Con la liberalizzazione degli orari – spiega in proposito un lettore – vanno rivisti i turni di lavoro che sono diventati insostenibili per molti di noi». «Il full time deve prevedere 36 e non 40 ore di lavoro settimanali», aggiunge un altro. In alternativa, si propongono anche «clausole che consentano di modi care gli orari in caso di accordo tra le parti». Istanze che – pur a distanza di un anno dal sondaggio e a sette dal rinnovo – non sembrerebbero essere invariate e che pongono sempre più farmacisti di fronte all’idea di cambiare paese. La Svizzera, in questo caso, potrebbe essere un’opportunità.

1 commento

  1. come si fa a trovare lavoro in svizzera visto che in italia siamo pagati meno delle colf?almeno della mia che non è costosissima!

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