Test sierologici Covid-19 in farmacia, Fofi: «Siano eseguiti scrupolosamente»

La Federazione degli ordini dei farmacisti italiani evidenzia che i test sierologici Covid-19 in farmacia siano eseguiti «seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite dal produttore».

Come è noto, in alcune regioni d’Italia le farmacie territoriali possono eseguire su base volontaria i test sierologici auto-diagnostici. Tale possibilità è soggetta a diversi requisiti di legge, come la presenza di spazi dedicati o di strutture all’esterno delle farmacie. Una circolare della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) inviata il 5 gennaio 2021 ai presidenti degli Ordini dei farmacisti ha fornito una serie di precisazioni in merito alle modalità di esecuzione dei test sierologici. Ciò al fine di «porre l’attenzione – si legge nella nota – sulla possibilità riconosciuta al farmacista di effettuare i test sierologici attraverso il prelievo di sangue capillare sia nel caso di test di autodiagnosi che nel caso di test a uso professionale».

I test immessi sul mercato

«Come è noto – evidenzia la Fofi -, sono stati di recente immessi sul mercato test sierologici in autodiagnosi per la rilevazione degli anticorpi per il Covid -19. In particolare, alla luce della delicatezza della tematica, qualora il test sia effettuato in farmacia, nell’ambito delle prestazioni analitiche di prima istanza, si raccomanda che lo stesso sia eseguito seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite dal produttore, in spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario e atti a garantire la tutela della riservatezza. Nel caso in cui il paziente decida di effettuare il test al proprio domicilio, il farmacista dovrà fornire ogni supporto informativo utile per la corretta esecuzione dello stesso in autonomia».

La collaborazione con le autorità sanitarie

«Si richiama l’attenzione – prosegue la circolare della Fofi -, inoltre, sulla necessità che il farmacista, nella sua qualità di professionista sanitario, collabori con le autorità coadiuvandole nel raggiungimento degli obiettivi istituzionali. In tal senso, il farmacista dovrà informare il cittadino, in caso di esito positivo del test sierologico, della necessità di contattare con urgenza il proprio medico curante per i dovuti approfondimenti (effettuazione del tampone rapido o molecolare per la conferma del risultato), permettendo in tal modo il tracciamento dei contatti, essenziale per combattere l’epidemia in corso. Tale collaborazione è funzionale alle esigenze di tutela della salute di cui la professione di farmacista è garante».

© Riproduzione riservata

Autore: Farmacisti al Lavoro

Il blog per i farmacisti che non si accontentano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *