Mnlf: «Farmacisti vaccinatori? Prima il rinnovo del contratto»

Il Movimento nazionale liberi farmacisti sottolinea la necessità di rinnovo del contratto collettivo farmacisti.

«Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti chiede ai collaboratori di farmacia privata di non dare la loro disponibilità ad eseguire le vaccinazioni Covid-19 se prima non viene rinnovato il Ccnl scaduto da oltre otto anni». È questa la richiesta del Movimento nazionale liberi farmacisti, il quale «invita i dipendenti laureati di farmacia privata a non fornire la propria disponibilità ad eseguire vaccinazioni per il Covid-19 se prima non viene firmato il rinnovo del Ccn scaduto da oltre otto anni». Nello specifico, la sigla di categoria evidenzia che «il contratto, afferente a quello del commercio, deve essere profondamente cambiato a partire proprio dal settore di riferimento e spostato in quello sanitario». In tale direzione «gli impegni di ordine legale ed assicurativo che le vaccinazioni comportano non possono essere eluse e debbono essere inserite nel nuovo CCNL, quindi precedere e non seguire l’inizio delle vaccinazioni in farmacia o in qualsiasi altra struttura».

Necessario riconoscimento economico

Secondo il Mnlf «il riconoscimento economico dopo otto anni di vacanza contrattuale deve essere commisurato almeno alla perdita del potere d’acquisto che il mancato rinnovo ha comportato e deve costituirne base di partenza. Inoltre, nessun ampliamento dell’orario lavorativo o taglio dei permessi potrà rappresentare tema di contrattazione» e per questo motivo «consiglia i dipendenti di farmacia privata a frequentare presso l’Istituto Superiore di Sanità il corso per conseguire l’attestato di farmacista vaccinatore, ma al contempo, suggerisce di negare la propria disponibilità ad effettuare le vaccinazioni se non è rinnovato il contratto». Infine, una nota riguardo il corso dell’Istituto superiore di sanità, secondo cui «il corso di farmacista vaccinatore, il MNLF invierà una nota allo stesso Istituto Superiore di Sanità per spiegare come sia profondamente discriminatorio e contraddittorio rispetto agli obiettivi del Piano Vaccinale Nazionale negare il corso a quei farmacisti che non lavorano in farmacia».

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Autore: Farmacisti al Lavoro

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