Ccnl farmacisti collaboratori, i contenuti dell’ipotesi di rinnovo

I sindacati di categoria e Federfarma hanno siglato un’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale dei farmacisti dipendenti.

Dopo otto anni di trattative e vertenze, accentuate dall’emergenza sanitaria, è stata siglata un’ipotesi di accordo tra i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e Federfarma in merito alle condizioni del rinnovo del Contratto nazionale dei farmacisti dipendenti. «I sindacati – si legge nel sito della Filcams Cgil -, tenuto conto delle posizioni espresse da Federfarma nel corso di questi anni e delle caratteristiche della presenza sindacale nel settore, esprimono una valutazione complessivamente positiva sull’ipotesi di accordo, che consente di concludere una difficile vertenza e di riaffermare la funzione del contratto nazionale di lavoro quale fondamentale tutela per i lavoratori e le lavoratrici». Le principali novità introdotte riguardano l’adeguamento salariale, l’inserimento di una nuova figura professionale nell’Area Quadri focalizzata sui servizi e un’assicurazione sanitaria integrativa a carico del datore di lavoro. È stata poi siglata un’intesa specifica in merito alle nuove attività di vaccinazione e screening affidate alle farmacie in seguito all’emergenza sanitaria Covid-19.

I dettagli dell’accordo

Come spiegato dalla Filcams Cgil, il nuovo contratto dovrebbe restare in vigore fino al 31 agosto 2024. «L’aumento salariale – anticipa la sigla – è pari a 80 euro mensili, a decorrere dal 1 novembre 2021, in unica soluzione. Si introduce, inoltre, il diritto all’assistenza sanitaria integrativa a totale carico del datore di lavoro nella misura di 13 euro mensili. Ove non sia individuato il Fondo bilaterale per l’erogazione delle prestazioni, il lavoratore percepirà un importo retributivo di pari entità». Il contratto dovrebbe introdurre anche un nuovo criterio di maturazione dei permessi retribuito per i nuovi assunti. «Per coloro che saranno assunti dal 1° novembre 2021 dai titolari di farmacie fino a 40 dipendenti – spiega la Filcams Cgil – le ore di permesso aggiuntive alle ex festività (40 ore) verranno riconosciute in misura pari al 50%, decorsi tre anni dall’assunzione e in misura pari al 100% decorsi sei anni dall’assunzione. A tal fine si terrà conto anche del servizio prestato presso altre farmacie e del periodo prestato in contratto a tempo determinato o di apprendistato». Come anticipato, sarà anche introdotta una nuova figura professionale, inserita nell’Area Quadri, espressamente dedicata alla Farmacia dei servizi. Il professionista in questo ruolo sarà incaricato di gestire uno specifico settore o di coordinare i vari servizi nelle farmacie che offrono diverse prestazioni.

Intesa ad hoc per vaccini e screening Covid-19

Oltre alla definizione dell’ipotesi di accordo, è stata sottoscritta un’intesa specifica relativa all’affidamento alle farmacie del piano nazionale vaccinale e delle attività di screening per il Covid-19 mediante tamponi antigenici rapidi e test sierologici. «Essa prevede – precisa la Filcams – la costituzione di un Osservatorio nazionale e di Comitati regionali paritetici cui è assegnato il compito di individuare e suggerire, anche attraverso apposite linee guida, adeguate soluzioni al fine di dirimere eventuali problematiche. Inoltre, si conviene il riconoscimento di un compenso aggiuntivo, non inferiore a 2,00 euro lordi, per ciascuna vaccinazione effettuata dal farmacista, il quale potrà, in alternativa, optare per un compenso forfettario annuale nella misura di 200,00 euro lordi».

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Autore: Farmacisti al Lavoro

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