Emergenze sanitarie, le riflessioni del Pgeu sull’Autorità di risposta UE

In un position paper, il Pgeu ha espresso diverse osservazioni sull’organizzazione dell’Health emergency preparedness and response authority (Hera).

Per far fronte a future nuove emergenze sanitarie, mettendo a frutto l’esperienza vissuta con il Covid-19, la Commissione Europea ha istituito l’Health emergency preparedness and response authority (Hera), un’organizzazione deputata a coordinare un’eventuale nuova azione di risposta a gravi eventi di carattere sanitario che interessino più paesi dell’Ue. Accogliendo con favore questa nuova struttura, il Pharmaceutical group of the European Union (Pgeu) ha elaborato un position paper con una serie di osservazioni su come rendere l’Hera un’autorità efficiente e ben strutturata. Il Gruppo sottolinea in modo particolare l’importanza di definirne ruoli e funzioni per evitare duplicazioni con altre strutture e agenzie europee, come la European medicines agency (Ema) o lo European centre for disease prevention and control (Ecdc), con i quali è opportuno creare un sistema chiaro di condivisione e cooperazione. Un altro punto chiave su cui si focalizza il Pgeu nel position paper è l’indispensabile presenza di figure sanitarie nel board dell’Hera. E tra i sanitari che hanno dimostrato competenze e prontezza d’intervento in caso di emergenza, il Pgeu ricorda i farmacisti, ribadendo il contributo da essi fornito ai sistemi sanitari nazionali.

«Professionisti sanitari abbiano ruolo fisso nell’Hera».

Il Pgeu riprende la proposta dell’UE sull’organizzazione dell’Hera, in cui si dice che: «l’Hera sarà guidata da un consiglio composto da Stati Membri e dalla Commissione, che definirà il proprio programma di lavoro annuale e coordinerà le azioni, mentre il Parlamento europeo sarebbe coinvolto principalmente attraverso l’approvazione del bilancio. La Commissione può invitare esperti con specifiche competenze, compresi i rappresentanti delle agenzie e degli organi dell’Unione, le autorità nazionali, le organizzazioni o associazioni sanitarie, esperti del settore privato e altre parti interessate, in relazione a un argomento relativo all’agenda, per partecipare ai lavori dell’Health Crisis Board o dei sottogruppi creati ad hoc». In merito a questo punto, il Pgeu ritiene che «gli operatori sanitari non debbano essere semplici “invitati” quando si discute di una crisi sanitaria. Anche se il programma di lavoro dell’Hera per il 2022, presentato dalla Commissione Europea il 10 febbraio 2022 rafforza l’obiettivo di mantenere una “stretta cooperazione” con le parti interessate, non sono state stabilite misure specifiche che concretizzino tale collaborazione».

La gestione delle carenze.

Tra gli altri ambiti d’azione dell’Hera che, secondo il Pgeu, è fondamentale organizzare efficacemente, c’è l’ottimizzazione del meccanismo di risposta e di comunicazione delle carenze di farmaci, che in fase emergenziale divengono ancora più complesse da gestire. «Durante la fase di risposta a un’emergenza – osserva il Pgeu – devono essere assicurate una maggiore trasparenza e una tempestiva comunicazione sulle carenze alle parti interessate, al fine di garantire una fornitura continua di medicinali e dispositivi medici. A tal fine, devono essere messi in atto meccanismi che garantiscano una rapida comunicazione tra l’Ema e l’Hera sulle carenze previste in modo che possano essere intraprese azioni coordinate per prevenire o gestire tali indisponibilità in base alle competenze dei rispettivi organi dell’UE in questo settore».

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Autore: Farmacisti al Lavoro

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