I dati Enpaf 2021: aumento dei nuovi iscritti, disoccupazione mai così bassa

Bilancio positivo tra nuovi iscritti e cancellazioni, disoccupazione ai minimi. Sono i dati 2021 resi noti dall’Enpaf.

L’Ente nazionale di previdenza e di assistenza farmacisti (Enpaf) ha reso noti i dati relativi alle nuove iscrizioni e cancellazioni, includendo anche decessi e pensionamenti. Come si legge in una nota «tra il 2020 e il 2021 l’incremento degli iscritti è stato pari a 1.329 unità. In particolare, l’Ente ha registrato 3.763 nuove iscrizioni con 2.434 cancellazioni, in leggera contrazione rispetto all’anno precedente. Inoltre, nel 2021 il numero degli iscritti deceduti, pari a 202 unità, è il dato più alto dell’ultimo quadriennio. Va poi considerato che lo scorso anno oltre 1.400 colleghi sono andati in pensione e, di conseguenza, la gran parte di essi ha provveduto a richiedere la cancellazione dall’Ordine». L’Enpaf osserva inoltre che diversi fattori concomitanti verificatisi in questi ultimi anni hanno determinato una carenza di farmacisti «È indiscutibile che oggi c’è carenza di farmacisti, in conseguenza del trend demografico in atto, dell’apertura di oltre mille farmacie sul territorio nazionale a seguito del concorso straordinario, dell’avvento delle società di capitali nella gestione delle farmacie, del pensionamento, nel sistema generale obbligatorio gestito dall’Inps, di numerosi colleghi che hanno beneficiato della quota 100 per ottenere la pensione anticipata».

Disoccupazione ai minimi storici.

L’Enpaf rileva inoltre che sulla base dei dati di bilancio 2021, approvato dal Consiglio nazionale e pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente, il numero dei farmacisti che in base agli archivi risultano disoccupati è inferiore a 1900 su oltre 99mila iscritti. «In buona sostanza il tasso di disoccupazione è il 2%, il più basso in assoluto mai registrato». Ci sono poi circa 1000 farmacisti con età inferiore a 50 anni che si sono cancellati dall’Albo. «Sulla base di tali dati – osserva l’Enpaf – emerge che le cancellazioni di coloro che sono in piena attività di lavoro è inferiore all’1% del totale degli iscritti e la causa determinante, in molti casi, deriva dall’avvio di una nuova attività per la quale non è necessaria l’iscrizione all’Albo».

Le questioni sull’obbligo contributivo.

«La quota contributiva Enpaf – precisa l’Ente – non può rappresentare, di per sé, la causa delle cancellazioni tenendo conto, peraltro, che nel comparto sanitario il nostro Ente prevede un contributo di solidarietà che è il più basso in assoluto. Ovviamente non spetta a questa Fondazione affrontare il tema dell’inscindibilità tra iscrizione all’Ente e iscrizione all’Ordine per coloro che sono muniti di altra previdenza obbligatoria, trattandosi, come è noto, di materia sottratta alla competenza regolamentare dell’Enpaf e rimessa all’esclusiva potestà del Parlamento. Va riconosciuto, però, che il Cda dell’Enpaf ha contribuito ad attenuare al massimo l’obbligo contributivo per chi gode di altra previdenza obbligatoria, garantendo nel contempo le tutele di welfare allargato senza onere aggiuntivo. Se si intende superare l’attuale aspetto ordinamentale, per scindere l’obbligo di iscrizione all’Ordine con quello di iscrizione all’Enpaf, l’unica strada è attivare un’iniziativa legislativa. Solo il Parlamento infatti è competente in materia».

© Riproduzione riservata

Autore: Farmacisti al Lavoro

Il blog per i farmacisti che non si accontentano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.