Vaccini Covid in farmacia, vademecum Iss-Fofi per i farmacisti

Strumento di rapida consultazione, la guida, pensata per i farmacisti, fornisce indicazioni scientifiche e adempimenti della farmacia come punto vaccinale.

La costante evoluzione scientifico-normativa della pandemia da Covid e della campagna vaccinale, impone un aggiornamento costante. Per tale motivo la Federazione ordini farmacisti italiani (Fofi) e l’Istituto superiore di sanità (Iss), in collaborazione con la Fondazione Francesco Cannavò, hanno realizzato un vademecum per i farmacisti dedicato alla vaccinazione anti Covid-19 in farmacia. Tale documento, aggiornato al 24 maggio 2021, sarà periodicamente rivisto in base alle indicazioni fornite dalle autorità competenti e gli aggiornamenti inseriti saranno tempestivamente comunicati attraverso i siti istituzionali delle tre organizzazioni e con apposite comunicazioni. «Si tratta di un lavoro monografico – afferma la Fofi – di elevato valore scientifico, con finalità formativa, destinato prioritariamente ai farmacisti impegnati nelle attività di somministrazione dei vaccini contro il Sars-Cov-2».

Uno strumento per l’attività quotidiana del farmacista vaccinatore.

Concepito come sussidio pratico e di rapida consultazione, il vademecum è stato realizzato da un gruppo di lavoro coordinato dal vicepresidente della Fofi, Luigi D’Ambrosio Lettieri. I contenuti sono tratti dalla documentazione ufficiale diffusa dal Ministero della Salute, dall’Istituto superiore di sanità, dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), dall’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (Inail) e dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Alle informazioni tratte dalle fonti istituzionali, si affiancano quelle derivanti dalle rappresentanze della farmacia territoriale e ospedaliera, quali: Federfarma, Assofarm, Società italiana farmacisti preparatori (Sifap) e Società italiana di farmacia ospedaliera (Sifo). «La predisposizione del vademecum – sottolinea la Fofi – si colloca nell’ambito delle attività formative realizzate in collaborazione con l’Iss e con la Fondazione Cannavò e intende rappresentare una guida pratica di rapida consultazione destinata a supportare l’attività quotidiana del farmacista vaccinatore, nonché a illustrare gli adempimenti della farmacia quale sito vaccinale».

Vademecum valido per autoformazione Ecm.

La Fofi precisa inoltre che il vademecum dedicato alle vaccinazioni in farmacia è inteso come integrazione al piano ufficiale predisposto dell’Istituto superiore di sanità per l’abilitazione vera e propria alla somministrazione dei vaccini contro il Sars-Cov-2. La lettura attenta e documentata della guida, però, permette ai farmacisti di acquisire crediti Ecm per autoformazione, attribuiti sulla base dell’impegno orario autocertificato al proprio Ordine di appartenenza. «Nel ribadire l’importanza di erogare prestazioni professionali in sicurezza, in conformità alle disposizioni di legge e in coerenza con le indicazioni periodicamente fornite dalle competenti autorità e trasmesse dalla Fofi, dagli Ordini provinciali dei farmacisti e da Federfarma – dichiara la Fofi – si rammenta che, in base all’accordo quadro nazionale, il farmacista vaccinatore ha l’obbligo di aggiornare le proprie competenze professionali mediante lo studio del materiale didattico e dei moduli integrativi che l’Iss renderà disponibili nel proseguo della campagna vaccinale, delle circolari federali e di quelle dell’Ordine territoriale di appartenenza, nonché delle indicazioni operative fornite dalle associazioni di categoria e dalle società scientifiche».

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La lettera del farmacista: «Nessun riconoscimento ai collaboratori»

In un articolo pubblicato su FarmaciaVirtuale.it, la lettera di un farmacista che reclama maggiori riconoscimenti alla categoria alla luce dell’impegno profuso.

FarmaciaVirtuale.it, giornale online per farmacisti, ha pubblicato lo scorso maggio la lettera di un farmacista nella quale veniva evidenziato che a fronte di un impegno maggiore, la categoria non ha avuto il giusto riconoscimento né in termini economici né con il rinnovo contrattuale. «A poco più di un anno della pandemia – si legge nella lettera di Fabrizio Picciolo, farmacista collaboratore – si può tracciare un bilancio per i farmacisti collaboratori. Alla luce di tutte le ulteriori responsabilità che in quest’ultimo periodo hanno investito i farmacisti collaboratori, il nodo cruciale del riconoscimento economico risulta essere ancora non risolto. La mole di lavoro, di concerto con le responsabilità, è esponenzialmente aumentata. Ciò senza un concomitante incremento della retribuzione. Il contratto del farmacista collaboratore risulta essere fermo al lontano 2013».

Il rinnovo del contratto e la tipologia

Il farmacista prosegue nella sua missiva puntando il dito contro la tipologia della categoria del contratto al di fuori della sfera sanitaria: «Siamo la sola anomalia di professionisti laureati – scrive Picciolo -, iscritti a un ordine professionale, previo superamento di un esame di stato, a essere inquadrati come commercianti. La svolta cruciale per il nostro contratto poteva essere la pandemia ma, anche in questo caso, non è stata vista come una priorità. Un cambio di contratto, dal settore del commercio a quello sanitario, darebbe dignità e riconoscimento a una categoria che è rimasta aperta quando tutta l’Italia era chiusa causa pandemia».

L’appello alle istituzioni di categoria

Le osservazioni di Picciolo fanno poi riferimento ai recenti impegni assunti dai vari sindacati del settore: «Federfarma rappresenta i soli titolari di farmacia eppure lo stesso sindacato parla a nome di un’intera categoria», inoltre evidenzia «incombenze proposte su base volontaria, ma che spesso vengono imposte ai collaboratori dai datori di lavoro. Benché l’adesione sia su base volontaria – scrive il farmacista – molti colleghi che conosco sono, addirittura, costretti a fare tutto questo per non perdere il proprio posto di lavoro. La retribuzione per l’esecuzione, inoltre, avviene alla farmacia, che nulla corrisponde al proprio dipendente». Infine, l’appello ai vertici di categoria: «Se siamo sanitari, aspetto definitivamente sancito con l’inoculazione di un vaccino, lo vorremmo essere anche contrattualmente. Esattamente come in tutta Europa».

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Tessera professionale europea, la richiesta in modalità online o cartacea

La Fofi illustra le procedure per richiedere la tessera professionale europea (Epc) valida per il riconoscimento della professione nei paesi Ue.

I farmacisti rientrano tra i professionisti che possono richiedere il rilascio della tessera professionale europea (Epc), il documento che serve a ottenere il riconoscimento di una professione regolamentata in un altro paese dell’Ue. La Federazione ordini farmacisti italiani (Fofi) riporta le modalità per farne richiesta, alla luce di alcune indicazioni fornite dal Ministero della Salute. Per una prestazione temporanea e occasionale in un paese dell’Unione diverso dal proprio, il farmacista presenterà l’Epc all’Ordine provinciale, il quale verificherà la validità della tessera tramite il link https://ec.europa.eu/epc/public/validity?locale=it (che sostituisce quello indicato nella circolare 10716). «Una volta riscontrata l’autenticità della Epc – spiega la Fofi in una nota – l’Ordine predispone l’iscrizione all’Albo (atto meramente formale, temporaneo e automatico, come già precisato nella circolare 10716), sulla quale delibera il Consiglio dell’Ordine».

Le procedure per ottenere la Epc.

Per richiedere la Epc è possibile seguire due tipi di procedure, una online e una con documentazione cartacea. La domanda online va presentata tramite il sistema informatico Imi gestito dalla Commissione Europea. Tale sistema andrà a generare la Epc in formato elettronico, scaricabile dal professionista. Oltre al numero di tessera, il documento generato riporterà nome e cognome, data e luogo di nascita, professione, qualifiche e regime applicabile, autorità competenti coinvolte, caratteristiche di sicurezza e riferimento a un documento di identità valido. «La Epc rilasciata per lo stabilimento permanente – spiega la Fofi – consente al titolare l’esercizio della professione in Italia a tempo indeterminato, mentre la Epc rilasciata per la prestazione temporanea e occasionale per le professioni sanitarie ha validità di 12 mesi, prorogabile a richiesta dell’interessato». La verifica dell’autenticità della tessera da parte di soggetti terzi, deve essere effettuata sul sito “La tua Europa” (https://ec.europa.eu/epc/public/validity?locale=it) della Commissione Europea. «Il Ministero, interpellato per le vie brevi dalla Federazione – aggiunge la Fofi – ha precisato che la comunicazione, da parte dello stesso Dicastero, dei nominativi dei professionisti che hanno già ottenuto la tessera professionale europea è stata ritenuta atto non necessario, tenuto conto che il link messo a disposizione dalla Commissione Europea costituisce già un agile strumento di consultazione da parte di soggetti terzi».

Contributi Enpaf e aggiornamento professionale.

L’iscrizione temporanea all’Albo, fatta dall’Ordine provinciale presentando la Epc non comporta obblighi di iscrizione e contribuzione all’Ente previdenziale. «Tuttavia, ai fini dell’esonero dei contributi dovuti all’Enpaf – sottolinea la Fofi – l’interessato dovrà dimostrare, mediante apposita certificazione, il versamento degli stessi all’Ente contributivo dello stato di appartenenza e richiedere all’Enpaf, via Pec, l’esonero dai contributi, comunicando altresì, la residenza estera e il domicilio italiano. Resta fermo invece, come per tutti gli iscritti all’Albo, l’obbligo di aggiornamento professionale».

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Servizi di nutrizione in farmacia, il toolkit Fip a supporto del farmacista

La Fip ha realizzato un documento ricco di approfondimenti scientifici e indicazioni nutrizionali da usare come strumento per la consulenza ai pazienti.

«C’è un urgente bisogno – dichiara l’International pharmaceutical federation (Fip) in un comunicato stampa – che l’intera forza lavoro del settore sanitario sia coinvolta negli sforzi per migliorare la dieta e l’attività delle popolazioni». Partendo da questo presupposto, la Federazione ha realizzato un toolkit per i farmacisti dedicato ai “Servizi di nutrizione e gestione del peso”. Si tratta di una pubblicazione di circa 80 pagine, che parte dal ruolo e dal contributo che il farmacista può avere in questo ambito, grazie alla sua professionalità e alla sua presenza sul territorio. «Nonostante abbiano una formazione mirata a promuovere la salute attraverso mezzi farmacologici – si legge nell’introduzione del toolkit – i farmacisti si trovano in una buona posizione per educare i pazienti sulle strategie per migliorare la loro alimentazione e l’attività fisica. Dal momento che i pazienti hanno spesso difficoltà a sostenere i cambiamenti dello stile di vita e molti potrebbero anche non sapere come metterli in pratica in modo appropriato, i farmacisti hanno un’opportunità unica per colmare questa lacuna nella cura. Come uno dei più accessibili operatori sanitari in tutto il mondo, il farmacista di comunità è spesso il fornitore di servizi sanitari che i pazienti vedono più frequentemente. Per questo motivo, potrebbe avere le maggiori opportunità di qualsiasi operatore sanitario di promuovere ai propri pazienti stili di vita sani e scelte nutrizionali adeguate, attraverso una varietà di mezzi».

Uno strumento diretto al farmacista per affiancare i professionisti della nutrizione

Il documento della Fip nasce come strumento formativo per i farmacisti sulle conseguenze cliniche di uno scorretto stile di vita e di un’alimentazione sbilanciata, in modo da acquisire conoscenze su temi nei quali non sempre questi professionisti sono esperti. «Lo scopo di questo toolkit – si precisa nel testo – è fornire ai farmacisti le conoscenze generali sulla nutrizione e sulle strategie di gestione del peso, così da poter svolgere un ruolo maggiore nelle comunità che servono e supportare gli altri operatori sanitari coinvolti nella cura dei loro pazienti, come medici generici e specialisti, infermieri, dietologi, nutrizionisti, dentisti ecc… e da essere proattivi nel facilitare discussioni su nutrizione e attività fisica con i propri pazienti». L’uso del toolkit va ad arricchire le altre attività che, sottolinea l’International pharmaceutical federation, i farmacisti di tutto il mondo già organizzano abitualmente, come campagne educative e iniziative ancora più dirette al paziente come programmi di consulenza.

Analisi e indicazioni per patologie e gestione del peso

Il toolkit della Fip include le linee guida dell’Oms sia per quanto riguarda l’alimentazione che l’attività fisica. Segue una sezione dedicata alle conseguenze di uno scorretto stile alimentare nel favorire malattie non trasmissibili, come patologie cardiovascolari, diabete, cancro e patologie polmonari, malattie trasmissibili e varie condizioni particolari come la celiachia, la sindrome dell’intestino irritabile, la gotta, l’osteoporosi e l’anemia. Dopo una spiegazione scientifica di ogni patologia, vengono presentate tutte le considerazioni dietetiche e le relative indicazioni alimentari che il paziente dovrebbe seguire. Il toolkit dedica poi un capitolo alle donne in gravidanza e agli anziani per poi passare in rassegna le supplementazioni dei più comuni micronutrienti. La parte finale del documento si concentra sulle strategie per la gestione del peso sia con approccio non farmacologico che farmacologico.

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