Strategia farmaceutica europea: medicinali accessibili e industria innovativa

La Commissione europea ha recentemente accolto una strategia farmaceutica per fornire ai pazienti dell’Unione medicinali accessibili, appoggiando un’industria farmaceutica sempre più innovativa ed ecologica.

Lo scorso 25 novembre la Commissione europea ha adottato quella che è stata definita come una strategia farmaceutica per l’Europa. Il progetto, si legge nel comunicato stampa reperibile alla pagina https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_2173, «mira a garantire ai pazienti l’accesso a medicinali innovativi e dal prezzo contenuto e a sostenere la competitività, la capacità di innovazione e la sostenibilità dell’industria farmaceutica».

L’intento è quello di consentire all’Europa di coprire le esigenze farmaceutiche dei suoi cittadini anche in tempi di crisi, grazie a solide catene di approvvigionamento. L’implementazione del processo include un’agenda ambiziosa di azioni legislative e non che verranno lanciate negli anni a venire.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affermato: «La pandemia di coronavirus ha sottolineato il vitale bisogno di rafforzare i nostri sistemi sanitari. Ciò significa anche garantire l’accesso a medicinali sicuri, efficaci e di alta qualità ad un prezzo contenuto. Nel periodo difficile da un punto di vista economico e sociale che l’Unione europea (Ue) sta attualmente vivendo, la strategia assicurerà che l’Europa e gli europei continuino a beneficiarne. Invito gli stati membri e il parlamento ad appoggiare questo approccio, che verrà attuato nei prossimi tre anni e oltre».

La vicepresidente per la promozione dello stile di vita europeo Margaritis Schinas ha dichiarato: «Farmaci, vaccini e terapie efficaci e sicuri ci hanno aiutato nel passato a combattere le principali cause di malattia, alcune anche letali. Questi prodotti saranno cruciali per difendere la salute e il benessere dei cittadini europei in questi tempi difficili. La strategia aiuterà l’industria farmaceutica dell’Unione a rimanere competitiva e innovativa, affrontando le esigenze dei pazienti e dei sistemi sanitari».

«Oggi avviamo i lavori che garantiranno ai pazienti dell’intera Ue l’accesso a medicinali sicuri ed efficaci a prezzi contenuti» ha aggiunto Stella Kyriakides, commissario per la salute e la sicurezza alimentare. «Con la strategia farmaceutica per l’Europa manteniamo l’impegno di creare un ambiente farmaceutico all’altezza delle esigenze che richiederà il futuro e incentrato sui pazienti, in cui l’industria dell’Ue possa progredire, prosperare e continuare ad avere un ruolo da leader a livello globale».

Gli obiettivi principali della strategia sono quattro. Primariamente assicurare l’accesso a farmaci a basso costo per rispondere ad esigenze mediche non soddisfatte, per esempio nelle aree della resistenza agli antibiotici, delle neoplasie, delle patologie rare e pediatriche. Altro proposito è quello di supportare competitività, innovazione e sostenibilità nell’industria farmaceutica dell’Ue per lo sviluppo di medicinali caratterizzati da elevati standard di qualità, sicurezza, efficacia ed ecologici.

La strategia farmaceutica in oggetto si propone inoltre di migliorare i meccanismi di preparazione e risposta alle emergenze e di affrontare il tema della sicurezza dell’approvvigionamento. Ultimo ma non per importanza, il traguardo di una posizione forte degli stati membri dell’Unione agli occhi del resto del mondo, attraverso la promozione di alti livelli di qualità, efficacia e sicurezza.

Sebbene la strategia abbia l’ambizione di andare oltre l’essere un mezzo per fronteggiare situazioni di emergenza, trae insegnamento dalla risposta iniziale alla pandemia di Covid-19 per rendere il settore farmaceutico dell’Europa più preparato e resiliente.

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Test sierologici Covid-19 in farmacia, Fofi: «Siano eseguiti scrupolosamente»

La Federazione degli ordini dei farmacisti italiani evidenzia che i test sierologici Covid-19 in farmacia siano eseguiti «seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite dal produttore».

Come è noto, in alcune regioni d’Italia le farmacie territoriali possono eseguire su base volontaria i test sierologici auto-diagnostici. Tale possibilità è soggetta a diversi requisiti di legge, come la presenza di spazi dedicati o di strutture all’esterno delle farmacie. Una circolare della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) inviata il 5 gennaio 2021 ai presidenti degli Ordini dei farmacisti ha fornito una serie di precisazioni in merito alle modalità di esecuzione dei test sierologici. Ciò al fine di «porre l’attenzione – si legge nella nota – sulla possibilità riconosciuta al farmacista di effettuare i test sierologici attraverso il prelievo di sangue capillare sia nel caso di test di autodiagnosi che nel caso di test a uso professionale».

I test immessi sul mercato

«Come è noto – evidenzia la Fofi -, sono stati di recente immessi sul mercato test sierologici in autodiagnosi per la rilevazione degli anticorpi per il Covid -19. In particolare, alla luce della delicatezza della tematica, qualora il test sia effettuato in farmacia, nell’ambito delle prestazioni analitiche di prima istanza, si raccomanda che lo stesso sia eseguito seguendo scrupolosamente le indicazioni fornite dal produttore, in spazi idonei sotto il profilo igienico-sanitario e atti a garantire la tutela della riservatezza. Nel caso in cui il paziente decida di effettuare il test al proprio domicilio, il farmacista dovrà fornire ogni supporto informativo utile per la corretta esecuzione dello stesso in autonomia».

La collaborazione con le autorità sanitarie

«Si richiama l’attenzione – prosegue la circolare della Fofi -, inoltre, sulla necessità che il farmacista, nella sua qualità di professionista sanitario, collabori con le autorità coadiuvandole nel raggiungimento degli obiettivi istituzionali. In tal senso, il farmacista dovrà informare il cittadino, in caso di esito positivo del test sierologico, della necessità di contattare con urgenza il proprio medico curante per i dovuti approfondimenti (effettuazione del tampone rapido o molecolare per la conferma del risultato), permettendo in tal modo il tracciamento dei contatti, essenziale per combattere l’epidemia in corso. Tale collaborazione è funzionale alle esigenze di tutela della salute di cui la professione di farmacista è garante».

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Uso degli antibiotici in Italia nel 2019, il rapporto Aifa

L’Aifa ha pubblicato il rapporto “L’uso degli antibiotici in Italia”, che fotografa i dati di consumo e spesa nel 2019.

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato il rapporto “L’uso degli antibiotici in Italia”, contenente i dati relativi alla spesa farmaceutica pubblica e privata relativa ai medicinali, nonché all’utilizzo nei vari ambiti. Secondo quanto emerso dall’analisi, «nel 2019 il consumo di antibiotici in Italia risulta invariato rispetto al 2018 (21,4 DDD/1000 ab die)», confermandosi superiore alla media, vedendo «una notevole variabilità d’uso regionale con valori più elevati al Sud rispetto al Centro e al Nord Italia». Quanto alle prescrizioni «le differenze d’uso riguardano il numero delle prescrizioni e la tipologia degli antibiotici prescritti (tipo di molecole; spettro ampio vs ristretto)», mentre «la variabilità regionale e l’ampia oscillazione stagionale dei consumi suggeriscono un uso non sempre appropriato». Infine «si riduce ancora il consumo di fluorochinoloni ma permangono aree di inappropriatezza».

L’antibiotico più usato

«L’associazione amoxicillina/acido clavulanico – prosegue l’Aifa – è l’antibiotico più utilizzato. È probabile un sovra-utilizzo rispetto alla sola amoxicillina, particolarmente evidente in ambito pediatrico Nel triennio 2016-2019 i consumi in assistenza convenzionata (antibiotici erogati dalle farmacie pubbliche e private) si sono ridotti del 5,8%, al di sotto dell’obiettivo auspicato dal Piano Nazionale Antibiotico-resistenza (PNCAR) per il 2020 (riduzione >10%). Nello stesso triennio il consumo ospedaliero è risultato in crescita, nonostante la lieve riduzione osservata nell’ultimo anno, mentre l’obiettivo PNCAR per il 2020 era una riduzione >5%».

Magrini: «Antibioticoresistenza grande emergenza globale»

«Questo Rapporto – afferma Nicola Magrini, direttore generale dell’Aifa – è un capitolo speciale della collana OsMed di AIFA. L’antibioticoresistenza è infatti una delle grandi emergenze sanitarie globali, un’acqua alta che in alcuni Paesi ha raggiunto livelli preoccupanti. L’Italia è ancora tra i maggiori utilizzatori di antibiotici in Europa e uno tra i Paesi con i dati peggiori per le resistenze a livello ospedaliero. I deboli segnali di contrazione d’uso degli ultimi anni non sono sufficienti. Per avere un impatto positivo sulle resistenze occorrono riduzioni drastiche dell’ordine del 50%. Per questo – conclude il dirigente – è necessario adottare un approccio più efficace rispetto al passato. L’AIFA ne è consapevole e costituirà un gruppo di lavoro ad hoc all’interno dell’unità di crisi per le emergenze».

Fonte: FarmaciaVirtuale.it

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