Farmacisti non titolari, nasce il gruppo dell’Emilia-Romagna

Nasce anche per l’Emilia-Romagna una piattaforma aggregativa che consentirà di mettere in contatto i farmacisti non titolari.

«Vorremmo creare un punto di incontro, il primo, tra tutti i colleghi della Regione Emilia Romagna», sono queste le parole di Leonzio Carbone, farmacista e responsabile del progetto di coordinamento relativo alla nascita di un gruppo di farmacisti non titolari radicato sul territorio dell’Emilia-Romagna. «L’obiettivo – spiega il neonato gruppo – è quello di riunire e informare i colleghi riguardo le opportunità professionali a livello territoriale ed approfondire eventuali altre tematiche di interesse della professione, si confida nel contributo di tutti per apportare nuove idee».

Ciò attraverso una piattaforma di aggregazione che consenta di andare oltre le divisioni ideologiche che da sempre imperversano sulla categoria, i cui effetti si ripercuotono inevitabilmente sull’attività professionale del farmacista. Il gruppo di lavoro dell’Emilia-Romagna ha ricevuto la “benedizione” delle associazioni Conasfa e Sinasfa. «In questa prima fase – si legge in un comunicato – si sta cercando di avvicinare e mettere in rete i farmacisti non titolari tra di loro per veicolare le informazioni». Ciò anche attraverso l’attivazione di due differenti canali di comunicazione, tra cui la casella email leonzio.carbone.conasfa@gmail.com, ma anche una pagina Facebook FarmacistiNTEmiliaRomagna. Quest’ultima costituirà il canale preferenziale per ragguagliare i colleghi del territorio su tutte le novità in cantiere e le future evoluzioni del progetto.

Accordo tra Fofi, CSM e CNF: nasce la sezione farmacisti negli Albi dei periti e dei consulenti

La Fofi ha reso nota la sottoscrizione di un accordo con CSM e CNF che permette la creazione di una sezione farmacisti negli Albi dei periti e dei consulenti.

A partire dal 12 marzo 2019, grazie a un accordo sottoscritto dal Consiglio Superiore della Magistratura, dal Consiglio Nazionale Forense e dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, negli Albi dei periti e dei consulenti tecnici dei tribunali è stata istituita una sezione riservata ai farmacisti. Il presidente della Fofi Andrea Mandelli ha commentato con soddisfazione il traguardo, ricordando che «la legge n. 24/2017 stabilisce che negli Albi devono essere presenti esperti, accanto a quelli dell’area medico-legale, delle discipline specialistiche di tutte le professioni sanitarie. Vista la rilevanza che la farmacologia, il farmaco e gli altri aspetti che ricadono nella competenza del farmacista hanno assunto in tantissimi aspetti della vita del cittadino, l’istituzione di un’apposita sezione negli Albi circondariali, e l’armonizzazione dei criteri con cui viene compilata, è un passo importante sia per la società sia per i farmacisti stessi. Ringraziamo dunque il CSM e il Consiglio Nazionale Forense per la collaborazione mostrata nel corso della messa a punto di questo accordo, che viene ad aprire un ulteriore campo di attività per i professionisti e nuove occasioni di lavoro in questa fase non facile sul piano occupazionale».

La stessa federazione – che promuoverà anche l’adesione degli Ordini provinciali ai protocolli locali, nonché la stesura degli stessi ove non ancora istituiti – ha quindi precisato che «per l’inserimento negli Albi si richiedono il possesso laurea magistrale in Farmacia o CTF, un periodo minimo di esercizio della professione non inferiore ai 10 anni dall’abilitazione oppure di almeno 5 anni dal conseguimento del titolo di specializzazione; l’assenza, negli ultimi 5 anni, di sospensione disciplinare e di qualsiasi procedimento disciplinare in corso; il regolare adempimento degli obblighi formativi ECM». Inoltre, l’accordo prevede alcuni elementi di valutazione secondari: «Un adeguato curriculum professionale e formativo post-universitario, indicante sia i corsi di livello universitario o assimilato, sia i corsi ECM, ed eventuali attività di docenza; eventuali attività di ricerca e pubblicazioni, oltre all’iscrizione a società scientifiche; riconoscimenti accademici o professionali e l’eventuale possesso dell’abilitazione allo allo svolgimento di attività di mediazione o di certificazioni della conoscenza del processo telematico».

Per quanto riguarda infine le aree professionali, l’elenco di quelle previste contempla la farmacia territoriale, la farmacia ospedaliera, i servizi farmaceutici, la legislazione e tecnica farmaceutica, la farmacologia, le analisi quali-quantitative su medicinali e prodotti della salute, la galenica, la cosmetologia, l’area nutraceutica e nutrizionale, i dispositivi medici e l’area gestionale ed organizzativa dell’esercizio farmaceutico.

Formazione farmacisti, Marinelli: «In Italia è demandata ai fornitori della farmacia»

Damiano Marinelli, consulente indipendente per farmacie, ritiene che la formazione professionale dei farmacisti è demandata ai fornitori della farmacia. Con le relative conseguenze.

Damiano Marinelli, consulente indipendente per farmacie e organizzatore di “Professionisti del Banco”, corso dedicato ai farmacisti collaboratori, orientato alla formazione sull’atteggiamento dei collaboratori al banco della farmacia, interviene a seguito della pubblicazione sul nostro blog di uno studio realizzato nel Regno Unito che ha valutato il grado di preparazione dei farmacisti britannici in materia di tecniche comunicative.

«In Italia – spiega Marinelli – è interessante sottolineare il fatto che praticamente tutta la formazione di quella che io chiamo FORZA BANCO, quindi dei farmacisti che quotidianamente stanno a banco, sia demandata ai fornitori della farmacia stessa». «Un’anomalia – evidenzia – e un caso più unico che raro: non esiste, semplificando, nessuna forza vendita formata da un potenziale avversario». Ciò con conseguenze che l’esperto definisce di «palmare evidenza», ovvero che «i farmacisti concentrati sul prodotto, e non sul cliente, e farmacie prodotto centriche spesso in difficoltà economiche». In sostanza, conclude, «è come se una squadra si facesse fare gli schemi di gioco dall’allenatore della squadra avversaria».

Il paper, riportato da FarmacistiAlLavoro.it, si basa su due sondaggi effettuati tra i professionisti. Il primo è stato inviato ad un gruppo di farmacisti in attività, con l’obiettivo di esaminare quali sia il loro grado di capacità comunicative, nonché l’interesse che essi manifestano nei confronti delle tecniche utili per migliorare le consulenze offerte pazienti. Il secondo, con in fine di comprendere in che modo l’argomento venga trattato nell’ambito dei piani didattici.

Formazione Ecm, i corsi della Fofi attivi per il 2019

La Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), ha reso disponibile l’elenco dei corsi Ecm attivi per il 2019.

L’aggiornamento e la formazione professionale del farmacista costituiscono elementi imprescindibili con il fine di poter supportare il paziente, ma anche per ottemperare alla normativa vigente in tema di formazione Ecm, anche alla luce del nuovo Dossier formativo di gruppo.

La Fofi, attraverso la piattaforma online fadfofi.com, dà la possibilità ai farmacisti di poter conseguire, per il 2019, un totale di 52 crediti Ecm. Ciò attraverso la partecipazione a sette corsi di formazione a distanza, riguardanti problematiche di natura pratica affrontate nella vita professionale del farmacista. In particolare, i corsi “Le interazioni farmaco-cibo. Un rischio sottostimato”, di 10,5 crediti, “Gestione nutraceutica del rischio cardio e cerebro-vascolare in farmacia: dalle dislipidemie ai sintomi del paziente affetto da scompenso cardiaco”, di 4 crediti, “Farmacisti, vaccini e strategie vaccinali”, di 10,5 crediti, con termine ultimo di partecipazione del 29/07/2019.

Inoltre, i corsi “Paziente e ‘cliente’: una corretta informazione per trasformare il cross selling in opportunità di salute”, di 7 crediti, “Il paziente con disturbo depressivo maggiore e il farmacista”, di 10 crediti, “Interazioni tra farmaci e gestione dell’innovazione in farmacia”, di 5 crediti, ed infine “Il farmacista come counselor”, di 5 crediti. Questi ultimi invece avranno scadenza il 17/12/2019.

«La volontà della Federazione – spiega la Fofi in una nota -, nel rispetto del fine principale con il quale è stato voluto e costruito il sopra evidenziato Dossier formativo di gruppo della Fofi, è stata esattamente quella di realizzare un percorso di aggiornamento appositamente ideato per il profilo professionale del farmacista e al passo con i tempi con i precipui obiettivi di guidare ed agevolare gli iscritti nella scelta dei corsi e nella distribuzione nelle tre aree degli obiettivi formativi,  aumentare l’integrazione professionale,  facilitare, sia ai singoli farmacisti sia ai rispettivi Ordini, il controllo del completamento dell’obbligo formativo».

Per poter partecipare è necessario collegarsi alla pagina istituzionale fadfofi.com, quindi cliccare su “Iscriviti” e aprire un account, o su “Accedi”, qualora si disponga di un account.

Tecniche comunicative: i farmacisti sono formati in modo adeguato?

Uno studio realizzato nel Regno Unito ha valutato il grado di preparazione dei farmacisti britannici in materia di tecniche comunicative.

Qual è l’esperienza che possono vantare farmacisti per quanto riguarda le abilità comunicative? E cosa insegnano loro, in questo ambito, i corsi di studio in Farmacia? Per cercare di rispondere a queste domande un gruppo di ricercatori dell’università di Birmingham e del King’s College di Londra, nel Regno Unito, ha svolto un’analisi intitolata “Communications Skills in the Pharmacy Profession: A Cross Sectional Survey of UK Registered Pharmacists and Pharmacy Educators”.

Il paper è stato pubblicato dalla US National Library of Medicine dei National Institutes of Health. Esso si basa su due sondaggi sono stati effettuati tra i professionisti. Il primo è stato inviato ad un gruppo di farmacisti in attività, con l’obiettivo di esaminare quali sia il loro grado di capacità comunicative, nonché l’interesse che essi manifestano nei confronti delle tecniche utili per migliorare le consulenze offerte pazienti.

Il secondo, invece, ha coinvolto le Schools of Pharmacy (Scuole di Farmacia) del Regno Unito, al fine di comprendere in che modo l’argomento venga trattato nell’ambito dei piani didattici. Al primo questionario hanno risposto in tutto 109 farmacisti: di questi, il 44% ha affermato di aver continuato a sviluppare le proprie capacità comunicative professionali dopo aver conseguito la laurea. Il 65,4%, tuttavia, ha dichiarato di non conoscere specifiche tecniche legate alla fase di consulenza.

Ai farmacisti è stato chiesto anche quale fosse l’argomento maggiormente toccato durante i colloqui con i clienti: al primo posto si è classificato il tema dell’aderenza alle terapie. Infine, i farmacisti hanno manifestato la necessità di poter ottenere ulteriori formazioni in determinate aree cliniche, come ad esempio nel settore dei disturbi mentali. A partecipare al secondo sondaggio, sono state invece 18 delle Scuole di Farmacia presenti in Gran Bretagna. Tutte hanno affermato che nei corsi di studio proposti agli studenti sono presenti anche insegnamenti che affrontano i metodi di comunicazione nel corso dei consulti.

«Questa prima analisi nazionale sul tema ha mostrato che i nuovi laureati hanno ottenuto una preparazione maggiore in tema di comunicazione rispetto a coloro che sono entrati nella professione in passato. In generale, i farmacisti che hanno partecipato hanno spiegato di avvertire la necessità di migliorare le proprie capacità, al fine di rendere più efficaci i consigli forniti ai pazienti.